L’era delle esperienze: come cambiare l’offerta

Innovazione, flessibilità, idee, i giusti elementi per attrarre la clientela del futuro

È tempo di nuovi inizi. Stiamo vivendo una vera e propria trasformazione del turismo e del modo di viaggiare, che non solo cambia a livello di dinamiche e caratteristiche principali, ma che si evolve e si espande andando oltre ogni confine.

È proprio il confine ciò che i viaggiatori di oggi e del prossimo domani vogliono superare. Dopo due anni di chiusure e limitazioni, il turista dell’era post-pandemica riscoprirà il valore del viaggio come occasione per uscire dalla propria comfort zone, per ristabilire un benessere psicofisico, per ripristinare le energie godendo di una tranquillità regalata da spazi aperti e dal contatto con le cose semplici.

Quelle cose che si spogliano di una fisicità pesante e costruita per dare maggiore spazio a un valore in grado di donare una grande ricchezza: la serenità, nonostante tutto. In questo contesto diventano protagoniste assolute le realtà della filiera del turismo, ognuna con la propria parte ma tutte unite per creare un network capace di proporre prodotti sempre più personalizzati, in linea con le nuove preferenze e le nuove abitudini della clientela, che, in una visione aziendale vincente, rimane sempre al centro. Insomma, l’obiettivo è quello di regalare a ciascun ospite un’esperienza unitaria e di ampio respiro, che potrà soddisfare il desiderio di scoperta e sorpresa che il viaggiatore moderno si aspetta di vivere.

Strategie per la prossima stagione: entriamo nel concreto

Come si fa però nel concreto a impostare il tutto? Ne vale la pena dare vita a nuovi prodotti o servizi extra se i costi per la loro implementazione ed erogazione diventano nuove voci che gravano sul conto economico?

Oggi più che mai le risorse economiche a disposizione delle strutture ricettive italiane devono essere centellinate e ottimizzate per ottenere quanto più possibile dal loro utilizzo. L’obiettivo principale che accomuna la maggior parte delle imprese turistiche è senza dubbio quello di aumentare la marginalità, cioè di massimizzare per quanto possibile ciò che rimane togliendo dai ricavi generati i costi sostenuti.

Per fare questo ci sono tantissime strategie da mettere in atto. Alcune possono puntare a una massimizzazione e a una differenziazione delle revenue, attraverso un incremento nel numero di pernottamenti o nella spesa media per ciascun ospite. Altre, invece, puntano alla riduzione e all’ottimizzazione dei costi, attraverso la standardizzazione dei processi, una gestione più organizzata e puntuale del magazzino e degli acquisti, e una struttura più flessibile.

Altre ancora si focalizzano invece su un altro punto, quello della liquidità. Per il buon funzionamento di un’impresa nel settore ricettivo più che mai risulti necessario non fermarsi solo a massimizzare la marginalità, ma bisogna arrivare alla trasformazione di questi margini in liquidità, cioè in denaro e altre risorse finanziarie utilizzabili fin nell’immediato.

Per un’impresa che opera nel settore turistico, esistono quindi tantissimi indicatori economico-finanziari da tenere sotto controllo per garantirne il corretto funzionamento, per assicurarne la sopravvivenza in tempi di crisi e la flessibilità necessaria a fronte di importanti cambiamenti.

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