La sanificazione ambienti di lavoro non è più un’attività “straordinaria”, ma un tassello fondamentale della gestione aziendale quotidiana.
Uffici, sedi direzionali, open space e aree comuni sono luoghi ad alta frequentazione, dove la corretta igiene influisce su salute, produttività e immagine dell’azienda.
In questo articolo vediamo in modo normativo-operativo cosa si intende per pulizia e sanificazione, quali sono i
protocolli di sanificazione più consigliati e con quale frequenza programmare gli interventi in
uffici e aziende.
Differenza tra pulizia e sanificazione negli ambienti di lavoro
Uno degli errori più comuni è usare i termini pulizia e sanificazione come sinonimi. In realtà indicano fasi diverse
e complementari della gestione igienica degli ambienti:
-
Pulizia: rimozione di sporco visibile, polvere, residui organici e inorganici da superfici e arredi.
Si esegue con detergenti e attrezzature meccaniche (panni, mop, aspiratori, lavasciuga). -
Sanificazione: insieme di operazioni che mira a ridurre la carica microbica (batteri, virus, funghi)
sulle superfici e nell’aria, tramite specifici prodotti disinfettanti e, se necessario, tecnologie dedicate (ad es. nebulizzazione, ozono se previsto, fotocatalisi, ecc.).
In un’ottica di sanificazione aziende, la pulizia regolare è il presupposto imprescindibile:
senza una corretta rimozione dello sporco, la sanificazione non è efficace. Per questo i migliori
protocolli sanificazione prevedono sempre una fase di pulizia iniziale, seguita dalla disinfezione mirata.
Sanificazione uffici: obblighi normativi e responsabilità del datore di lavoro
In Italia il quadro di riferimento generale è rappresentato dal D.Lgs. 81/08 sulla tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Il datore di lavoro ha l’obbligo di garantire ambienti salubri e igienicamente idonei, valutando i rischi e prevedendo misure di prevenzione e protezione adeguate.
In questo contesto, la sanificazione uffici rientra tra le misure organizzative da inserire nel
Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), soprattutto quando:
- sono presenti spazi condivisi (open space, sale riunioni, aree break);
- si registra un elevato afflusso di personale interno e visitatori esterni;
- l’azienda utilizza impianti di climatizzazione centralizzati o complessi sistemi di ventilazione;
- sono presenti aree a rischio specifico (archivi polverosi, spogliatoi, magazzini, locali tecnici).
Non esiste una singola legge che imponga una certa frequenza standard per la sanificazione, ma è responsabilità del datore di lavoro,
anche con il supporto di un’impresa di pulizie specializzata, definire un piano in linea con le caratteristiche degli ambienti e dei processi aziendali.
Come strutturare un piano di sanificazione ambienti di lavoro
Per rendere efficace la sanificazione ambienti di lavoro è fondamentale impostare un piano scritto, chiaro e condiviso.
In genere un piano comprende:
- Mappatura dei locali: uffici operativi, sale riunioni, reception, aree break, servizi igienici, corridoi, scale, archivi, locali tecnici.
- Analisi dei rischi per area: numero di persone, tipo di attività, presenza di apparecchiature, ventilazione, contatti con pubblico esterno.
- Definizione dei protocolli di sanificazione per ogni ambiente, con prodotti, modalità, attrezzature e tempi di contatto indicati.
- Frequenze di intervento distinte tra pulizia ordinaria, sanificazione periodica e sanificazioni straordinarie.
- Registrazione delle attività (schede, report, check-list) per garantire tracciabilità e controllo.
Un piano strutturato permette alle aziende di dimostrare di aver adottato misure concrete e proporzionate per la tutela del personale e di eventuali ospiti.
Protocolli sanificazione per uffici e sedi aziendali
I protocolli sanificazione devono essere scritti in modo operativo e facilmente applicabile dal personale incaricato o
dall’impresa esterna. In generale, per la sanificazione aziende si considerano tre livelli di intervento:
1. Pulizia e sanificazione ordinaria
Attività svolta con cadenza giornaliera o plurisettimanale, che comprende:
- Raccolta rifiuti e sostituzione sacchi;
- Spolvero e detersione di scrivanie, piani di lavoro, tavoli riunione, banconi reception;
- Sanificazione di superfici a contatto frequente (maniglie, corrimano, interruttori, pulsantiere ascensori, tastiere, mouse, telefoni, stampanti condivise);
- Lavaggio e sanificazione dei servizi igienici con prodotti disinfettanti idonei;
- Detersione e, se necessario, disinfezione dei pavimenti in funzione del traffico e del tipo di rivestimento.
Nei protocolli è utile indicare: nome commerciale del prodotto, principio attivo, diluizioni, tempo di contatto e modalità di risciacquo,
oltre ai dispositivi di protezione individuale (DPI) da utilizzare.
2. Sanificazione periodica programmata
A completamento della gestione ordinaria, la sanificazione ambienti di lavoro prevede interventi più approfonditi, tipicamente:
- Sanificazione approfondita di sale riunioni e aree break ad alta frequentazione;
- Trattamenti periodici su sedute, poltrone e tessili d’arredo (ove previsti);
- Interventi programmati su archivi, magazzini e locali tecnici;
- Pulizia e sanificazione dei filtri di ventilconvettori, split e bocchette di aerazione secondo le indicazioni tecniche degli impianti.
La frequenza può variare da settimanale a mensile, in base al tipo di attività, alla presenza di personale e alle indicazioni del DVR e dell’RSPP.
3. Sanificazione straordinaria
La sanificazione uffici straordinaria è prevista in caso di:
- situazioni di contaminazione o sospetta contaminazione biologica;
- periodi di chiusura prolungata degli ambienti (ferie, ristrutturazioni, trasferimenti di sede);
- eventi specifici che aumentano il rischio (open day, eventi aziendali, afflussi eccezionali di pubblico).
In questi casi si adotta un protocollo dedicato, con prodotti e tempi di contatto rafforzati, ed eventuali tecniche aggiuntive di sanificazione dell’aria e delle superfici,
sempre nel rispetto delle normative vigenti e delle schede tecniche dei prodotti utilizzati.
Frequenze consigliate per la sanificazione aziende
Non esiste una “taglia unica”, ma è possibile indicare alcune linee guida operative per uffici e sedi aziendali standard:
- Aree operative e open space: pulizia quotidiana e sanificazione delle superfici a contatto frequente almeno 1 volta al giorno; sanificazione approfondita settimanale o quindicinale.
- Sale riunioni: sanificazione delle superfici a contatto (tavoli, sedie, telecomandi, tastiere) almeno quotidiana nei giorni di utilizzo, con intervento mirato al cambio gruppo.
- Aree break e distributori: pulizia e sanificazione quotidiana di piani di appoggio, maniglie, pulsantiere.
- Servizi igienici: pulizia e sanificazione 1–2 volte al giorno, con rinforzo in caso di alto utilizzo.
- Reception e zone di accesso: sanificazione frequente di banconi, maniglie, tornelli, pulsantiere.
- Impianti di climatizzazione: pulizia e sanificazione filtri secondo le indicazioni dell’impiantista (in genere da mensile a trimestrale).
In presenza di particolari rischi (es. afflusso costante di pubblico, contesti sanitari o para-sanitari) è opportuno intensificare ulteriormente le frequenze,
affidandosi a un partner specializzato in sanificazione aziende.
Perché affidarsi a un’impresa specializzata in sanificazione ambienti di lavoro
Gestire internamente tutte le attività di sanificazione ambienti di lavoro può risultare complesso: servono competenze tecniche, formazione costante,
prodotti certificati e attrezzature professionali.
Affidarsi a un’impresa di pulizie specializzata in outsourcing alberghiero e aziendale permette di:
- avere protocolli sanificazione costruiti su misura per il proprio contesto;
- garantire personale formato e dotato di DPI adeguati;
- usare prodotti disinfettanti efficaci e conformi alle normative vigenti;
- monitorare nel tempo la qualità del servizio, attraverso check-list e report periodici;
- integrare le attività di sanificazione con altri servizi di cleaning e facility management.
Una strategia di sanificazione uffici ben progettata e costantemente aggiornata non è solo un obbligo di legge,
ma un vero investimento in termini di benessere organizzativo, riduzione delle assenze per malattia e valorizzazione dell’immagine aziendale.






