In uno stabilimento, le pulizie non sono solo “ordine”: impattano su sicurezza, continuità produttiva e qualità.
Un piano annuale ti aiuta a evitare interventi “a emergenza” e a gestire tutto con priorità e frequenze chiare.
Perché serve un calendario annuale
Un calendario ti dice cosa pulire, quando, con quale frequenza e in quali finestre compatibili con la produzione.
Risultato: meno straordinari, meno fermi imprevisti, più controllo.
1) Mappa le aree (in modo semplice)
Dividi lo stabilimento in macro-zone, così il piano resta chiaro e gestibile:
- Produzione (linee, bordomacchina, pavimenti, canaline)
- Magazzino e logistica (corsie muletti, baie, scaffalature)
- Aree tecniche (locali impianti, centrali, quadri)
- Servizi e spogliatoi
- Uffici e aree comuni
- Esterni (piazzali, area rifiuti)
Per ogni area assegna una priorità: alta / media / bassa, in base a rischio (scivolamenti, oli, polveri),
impatto sulla qualità e visibilità (audit, clienti).
2) Definisci attività e frequenze
Per evitare confusione, ragiona su 3 livelli:
- Ordinarie: routine (giornaliere/settimanali)
- Periodiche: più profonde (mensili/trimestrali)
- Straordinarie: legate a eventi (fermi, lavori, manutenzioni)
Una regola pratica per scegliere la frequenza
Frequenza = criticità × tipo di sporco × intensità d’uso.
Se un’area accumula olio/polveri ed è ad alto passaggio, avrà una frequenza più alta.
Esempi rapidi (da adattare al tuo sito)
- Pavimenti produzione: giornaliero + deep periodico
- Canaline/griglie: settimanale o mensile
- Corsie muletti: più volte a settimana
- Scaffalature: mensile/trimestrale
- Servizi e spogliatoi: giornaliero
- Area rifiuti: più volte a settimana + interventi mirati
3) Integra il piano con la produzione
Il punto chiave è lavorare per finestre, così non “disturbi” la linea:
- Cambio turno o fine lotto
- Micro-fermi programmati
- Fermi tecnici settimanali/mensili
- Interventi abbinati a manutenzione (quando l’impianto è già fermo)
Importante: chiarisci regole di accesso e sicurezza (DPI, aree interdette, permessi) per evitare stop e contestazioni.
4) Costruisci il calendario (annuale > mensile > settimanale)
Per funzionare davvero, usa una struttura a tre livelli:
- Annuale: inserisci tutte le attività periodiche (mensili/trimestrali) e le finestre di fermo
- Mensile: distribuisci il carico (evita settimane “piene” e altre vuote)
- Settimanale: trasformalo in checklist operative e turni
Schema di riga calendario (semplice)
Per ogni attività, compila sempre: area, frequenza, finestra, standard atteso, note operative.
5) Controlli e KPI essenziali
Senza verifica, il piano resta “sulla carta”. Tieni monitorati pochi indicatori, ma utili:
- % attività svolte nei tempi
- n° interventi straordinari (se salgono, il piano va rivisto)
- segnalazioni sicurezza legate a sporco (oli, polveri, ingombri)
- ore pianificate vs ore consuntivate
Programma un check qualità a campione e una revisione mensile rapida (15–30 minuti) con i referenti.
Errori da evitare
- Frequenze “a sensazione” e non legate alla criticità
- Attività periodiche tutte concentrate nello stesso periodo
- Nessuna finestra concordata con la produzione
- Standard vaghi: “pulire bene” invece di criteri verificabili
Checklist per partire subito
- Mappa aree e priorità (alta / media / bassa)
- Elenca attività ordinarie e periodiche
- Definisci finestre compatibili con la produzione
- Crea calendario annuale e spezzalo in mensile/settimanale
- Imposta 3–4 KPI e un controllo qualità semplice
Un piano annuale ben fatto rende le pulizie prevedibili, misurabili e integrate con il lavoro quotidiano.
Se vuoi, puoi trasformarlo in una routine leggera: poche regole chiare, controlli rapidi e aggiustamenti mensili.






