Affitti brevi e destinazione d’uso

Il problema: non è solo “affittare”, ma come viene usato l’immobile

Nel dibattito sugli affitti brevi c’è un punto spesso sottovalutato: in alcuni contesti urbanistici l’utilizzo continuativo di un’abitazione per ospitalità turistica può essere considerato un mutamento della destinazione d’uso, da residenziale a turistico-ricettiva.

Questo tema non riguarda solo grandi strutture: può toccare anche singole unità immobiliari, soprattutto quando l’attività assume caratteristiche organizzate, continuative e assimilabili a un servizio ricettivo.

Destinazione d’uso: cosa significa in pratica

La destinazione d’uso è la “funzione” per cui un immobile è autorizzato (residenza, commerciale, ricettivo, ecc.). Quando l’uso reale cambia in modo stabile o rilevante, può essere necessario:

  • un titolo abilitativo urbanistico/edilizio;
  • il rispetto di requisiti tecnici e igienico-sanitari specifici;
  • eventuali adempimenti amministrativi aggiuntivi.

Indicatori che possono far scattare l’attenzione

Non esiste un unico indicatore valido ovunque, perché le regole possono variare a livello regionale e comunale. Tuttavia, alcuni segnali ricorrenti sono:

  • elevata rotazione ospiti e attività continuativa;
  • servizi tipici dell’ospitalità (accoglienza organizzata, pulizie “da struttura”, biancheria a cambio, assistenza);
  • promozione e vendita tramite canali commerciali con impostazione professionale;
  • gestione di più unità con coordinamento e procedure standard.

Locazione breve vs attività ricettiva: una distinzione utile

In ottica operativa, conviene ragionare così:

  • Locazione: prevale l’uso abitativo, con un rapporto contrattuale di godimento dell’immobile.
  • Ricettivo: prevale l’erogazione di un servizio di ospitalità, con standard e organizzazione.

Se il modello “assomiglia” sempre più a una struttura, aumenta il rischio che venga richiesto l’allineamento alla disciplina turistico-ricettiva.

Cosa fare per ridurre rischi e incertezze

  • Verificare il regolamento edilizio e gli strumenti urbanistici del Comune.
  • Chiedere una valutazione a un tecnico (geometra/architetto) su destinazione d’uso e titoli necessari.
  • Tenere tracciate le procedure (contratti, registrazioni, adempimenti sicurezza).
  • Evitare comunicazioni commerciali “ambigue” se la scelta è restare nel perimetro della locazione.

Checklist operativa

  • Ho verificato la destinazione d’uso autorizzata e l’eventuale necessità di cambio?
  • Il mio servizio include elementi tipici del ricettivo (accoglienza, pulizie, biancheria, assistenza)?
  • La gestione è occasionale o continuativa? Su quante unità?
  • Ho una consulenza tecnica e una consulenza fiscale coerenti con il modello scelto?
  • Ho un piano di adeguamento se il Comune richiede requisiti aggiuntivi?
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